In questo articolo spieghiamo cosa dice la sentenza, cosa cambia davvero a livello normativo e come applicare il self check-in in modo legale grazie a strumenti digitali come Chekin.
27 maggio 2025, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato da FARE (Federazione Affitti Brevi) e da altre associazioni del settore. Il Viminale vietava l’uso di keybox (cassette per il ritiro autonomo delle chiavi) e l’identificazione da remoto dell’ospite, imponendo la presenza fisica del gestore per l’identificazione degli ospiti. Il TAR ha definito la misura sproporzionata, non prevista dalla legge (art. 109 del TULPS) e in contrasto con i principi di legalità e parità di trattamento.
L’obbligo di identificare l’ospite fisicamente, di persona
Il divieto implicito all’uso di metodi di verifica a distanza (come videochiamate o tecnologie con riconoscimento biometrico)
L’obbligo di verificare l’identità degli ospiti ovviamente persiste
Sì, il self check-in è assolutamente legale, a patto che vengano rispettati gli obblighi di identificazione. Il messaggio chiave è:
Non è necessario identificare l’ospite di persona
L’identificazione dell’ospite rimane obbligatoria, ovviamente, ma é possibile verificare l’identità degli ospiti anche da remoto, utilizzando la tecnologia
La normativa italiana (Art. 109 del TULPS) richiede ai gestori di:
Raccogliere i dati anagrafici di ogni ospite (nome, documento, indirizzo, ecc.)
Verificare l’identità dell’ospite
Inviare i dati al portale Alloggiati Web entro 24 ore dal check-in
Quindi, anche se si é chiarito che non é obbligatorio incontrare gli ospiti di persona, la verifica va comunque fatta — ora può avvenire in modalità digitale.
Belocations offre già una piattaforma completa per il self check-in digitale, perfettamente in linea con la normativa italiana:
Strumenti di Verifica Digitale dell’Identità
Scansione documenti (OCR di carta d’identità o passaporto)
Verifica biometrica (confronto tra selfie e documento)
Consenso digitale con timestamp
Invio automatico ad Alloggiati Web e ISTAT
Archiviazione delle ricevute degli invii
Trattamento dati in conformità al GDPR
Check-in remoto da qualsiasi dispositivo
Istruzioni e codici d’accesso disponibili solo dopo la verifica dell’identità
Comunicazioni multilingua e guide digitali personalizzate in una web app tutto-in-uno
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Le keybox collocate in spazi pubblici solo legali purchè:
Siano installate in aree private o condominiali autorizzate
L’accesso venga concesso solo dopo l’avvenuta identificazione
Facciano parte di un sistema tracciabile e sicuro
Integrate con serrature digitali che si attivano solo dopo la verifica dell’identità
Il messaggio è chiaro: il selfcheck-in è legale, ma identificare l’ospite è ancora obbligatorio.
La sentenza apre finalmente le porte a soluzioni tecnologiche e contactless, a patto che siano sicure e conformi alla legge.
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Digitale non vuol dire rischioso: vuol dire più intelligente, sicuro ed efficiente.